Pastorale Giovanile 2018

Benedizioni Natalizie

“La mia vita è cambiata da quando è nato mio nipote”: una lacrima bagna gli occhi di un uomo che è diventato nonno e ha riscoperto la vita attraverso la nascita dei suoi nipoti. Un nuovo senso, una missione, uno sguardo diverso sulla realtà. Esperienze umane promettenti e piene anche della presenza misteriosa di Dio che attraversa ciò che è umano e si rivela in tali vicende così genuinamente umane e dunque divine.

In una altra casa si manifesta la sofferenza di un ragazzo disabile con i suoi genitori che cominciano a mostrare il peso degli anni che passano e inesorabilmente portano con sé qualche difficoltà in più. Tra gli odori della cucina e gli oggetti del quotidiano leggiamo i primi versetti del Vangelo di Giovanni: “Il Verbo si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. Il brivido dell’incarnazione, di Dio che si è fatto uomo, ancora attraversa la schiena e si intuisce che Gesù è vivo nella nostra debolezza umana e anche nelle drammatiche vicende familiari.

“Anna, 28 anni, nostra figlia, è in Uruguay per un master di lingue”. “Stefano, 23 anni, vive negli Stati Uniti per un percorso di ricerca con l’Università”. Passando da una casa all’altra sempre più ti accorgi che i nostri giovani partono, sono cittadini del mondo. Alcuni desiderano semplicemente esplorare culture e modi di vivere differenti. Altri si mettono in viaggio per costruire e realizzare quei sogni professionali o affettivi che coltivano nel cuore. Ancora altri sono quasi costretti per cercare un impiego e dare una svolta positiva. I giovani sembrano non trovare spazio, stanno spesso ai margini, non si sentono protagonisti oppure “sono accomodati sul divano” della pigrizia e della paralisi, come afferma papa Francesco. È un tempo di incertezza nel quale i ragazzi si trovano a costruire la propria personalità nella piazza sconfinata della rete e del mondo nel quale ci si muove rapidamente e si cambia in modo ancora più repentino. Una sfida da cogliere!

Entri da un negozio all’altro della nostra città, praticamente ovunque scopri una cordiale accoglienza ma ti imbatti in quella diffusa delusione per una attività che non soddisfa, la sensazione di remare a vuoto e fare fatica senza risultati. I commercianti condividono questa sensibile preoccupazione per una sorte che ha voltato le spalle alle piccole attività locali davanti ai giganti che sono rappresentati da centri commerciali e dalle vendite online con le quali competere è impossibile. “A gennaio chiudiamo dopo tanti anni ”. Gli effetti del cambiamento d’epoca sono anche qui: non solo nel modo in cui l’uomo apprende e comunica ma anche nel lavoro e nel commercio. Occorre allora ripensarsi senza spegnere passioni ed energie positive.

In alcuni palazzi o quartieri di Vimercate ti sembra che Milano, terra di mezzo, non sia poi così lontana. Il mondo con la sua varietà di interpretazioni, culture e religioni è già in casa nostra. Incontri famiglie di cingalesi che provengono dall’induismo con i suoi templi e le sue molteplici divinità, trovi musulmani che ti aprono la porta almeno per un saluto ed un breve scambio, scopri famiglie sudamericane già più inserite nel tessuto umano e sociale. La paura dello straniero o del diverso diventa occasione per conoscere meglio se stessi e per avvicinarsi all’uomo che da sempre rimane un mistero insondabile, mai indagato fino in fondo.

E noi cristiani, sacerdoti e laici insieme, battezzati di oggi, abbiamo da condividere una Parola speciale, il Vangelo, quella bella notizia che ha reso luminosa la nostra vita. Sembra un regalo fragilissimo nei tempi moderni, certo virale ma anche assai debole sulla piazza del mondo digitale. “ Sono con voi tutti i giorni” è promessa umile e preziosa per noi e per tutti.

Don Marco

 

 

Eccoci giunti nel mese di dicembre, e come tutti gli anni abbiamo intrapreso le visite alle famiglie per le benedizioni natalizie,  un appuntamento atteso da noi cristiani per prepararci al Natale, alla nascita di Gesù. Insieme a don Marco, sono stati diversi i pomeriggi trascorsi nelle varie case di Vimercate . La visita alle famiglie è un occasione per entrare nella quotidianità delle persone anche se solo per qualche minuto. Quando bussiamo alla porta, ognuno è impegnato a fare qualcosa, c’è chi studia , chi cucina, chi si sta riposando .. ma non importa, in quel momento tutti si fermano e smettono di fare quello che stavano facendo. Insieme ci raduniamo per un momento di preghiera con Gesù che viene a far visita alle nostre case. Quando citofoniamo per entrare in un palazzo, siamo già sicuri di incontrare un anziano/a che sono li ad aspettarci. Escono sul pianerottolo e sono sempre i primi ad accoglierci. È molto bello poi vedere  persone che, anche se hanno  una cultura diversa, decidono comunque di aprirci la porta e di condividere insieme un momento di preghiera. È proprio in quel momento che ci si avvicina alla famiglia e si condivide attraverso la preghiera un pezzo della propria vita.

Giorgia, 22 anni

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