Pastorale Giovanile 2018

Francesco secondo Giotto

L’entusiasmo, si sa, è  contagioso. Poi, quando un’edizione zero come è stata la mostra sulla Cappella degli Scrovegni del 2017 lascia il segno, pensare a una seconda edizione della mostra è presto fatto.  Così già da giugno 2017, con una piccola équipe di volontari, abbiamo iniziato a progettare San Francesco secondo Giotto,  un progetto che, a partire dell’allestimento nella cappella dell’Oratorio Cristo Re, della riproduzione di immagini ad alta risoluzione in rapporto 1:4 degli affreschi di Giotto nella Basilica Superiore di Assisi (prodotta da Itaca edizioni) ha voluto aprirsi a eventi collaterali di carattere performativo, laboratoriale, artistico e a riflessioni culturali-religiose. Un’esperienza immersiva nell’arte di Giotto e nella storia di San Francesco con l’obiettivo di favorire l’evangelizzazione attraverso canali suggestivi e attraenti come le varie forme si espressione artistica protagoniste del progetto. In particolare sono stati organizzati due eventi musicali a cura di Amici e Voci  e dell’Ensemble Biscantores, concerti svoltisi all’interno della cappella ospitante la mostra che hanno coinvolto i due gruppi musicali locali e hanno visto una numerosa partecipazione di pubblico. E’ stato proposto inoltre, per la prima volta, un laboratorio di affresco a cura della restauratrice vimercatese Nora Giambelli, iniziativa che  ha consentito a una ventina di bambini e ai loro genitori di sperimentare una tecnica artistica complessa sotto la supervisione e conduzione di un’esperta, nonché di dare forma a piccoli capolavori artistici. A partire dalla vicenda di San Francesco che incontra il sultano d’Egitto, rappresentata da Giotto e simbolo di dialogo interreligioso e del messaggio di pace di cui è portavoce Francesco, è  stata inoltre organizzata la serata guidata da don Giampiero Alberti che ha indotto a una riflessione interreligiosa tra cristiani e musulmani.

La serata di inaugurazione della mostra si è svolta il 24 febbraio 2018 all’insegna della presentazione dell’ esposizione San Francesco secondo Giotto a cura del professor Roberto Filippetti, il curatore, abile divulgatore in tema di arte e fede. A partire dal giorno seguente, la voce narrante per spiegare la Storia di San Francesco letta attraverso gli occhi di Giotto, è stata quella degli studenti del progetto di alternanza scuola-lavoro del Liceo Banfi, una quindicina di liceali che, opportunamente formati dalle guide dell’Associazione Art-U, hanno avuto un ruolo chiave per la buona riuscita del progetto. Per i quindici giorni di apertura della mostra, gli studenti hanno quotidianamente condotto le visite guidate alla mostra rivolte al mattino alle scuole del territorio ( e organizzate in collaborazione con la Pastorale Scolastica) e al pomeriggio a tutti gli interessati, grazie a due turni fissi di visita alla mostra. L’affluenza alla mostra è stata numerosa e ha visto coinvolti variegati tipi di pubblico, da quello degli adulti frequentati l’università  del tempo libero, alle famiglie,  ai gruppi di catechismo, alle classi scolastiche di scuola materna, primaria e secondaria di primo grado, agli ospiti anziani dell’RSA San Giuseppe di Ruginello e del Centro Diurno Anziani Corte Crivelli.

Obiettivo importante del progetto è stato sin dal principio favorire l’incontro e lo scambio intergenerazionale, sia tra gli studenti più  grandi investiti del ruolo di ‘guide’ con quelli più giovani, sia tra ‘le giovani guide’ e gli adulti e anziani visitatori della mostra. Inoltre gli studenti si sono confrontati anche con esperienze di visita guidata a luoghi culturali del territorio, legati allo sviluppo del francescanesimo sul nostro territorio: il convento dei frati di Oreno e Casa Banfi, ex convento francescano di Vimercate, occasione speciale di promozione delle bellezze artistiche del nostro territorio. 

Gli studenti del progetto di alternanza scuola-lavoro al termine dell’esperienza hanno restituito impressioni molto positive, in particolare sottolineando l’acquisizione di migliori competenze comunicative come la capacità di adeguare il registro linguistico alle diverse tipologie di pubblico, lo sviluppo di tecniche per tenere viva l’attenzione e anche l’arte dell’improvvisazione, che ha consentito loro di far fronte alle situazioni più ‘difficili. Riportiamo un paio di restituzioni dirette:

Grazie a questa esperienza ho ampliato molto le mie conoscenze culturali. Ho  compreso l’importanza della dottrina dei Francescani e su quali principi questa si basò. Dal punto di vista artistico ho approfondito le mie conoscenze sullo stile di Giotto: la sua capacità a esprimere i sentimenti più profondi dell’animo umano. Inoltre questa esperienza mi è servita come insegnamento: ho imparato a relazionarmi con gli estranei; sono riuscita a spiegare gli stessi argomenti a seconda del livello di conoscenza del pubblico che avevo davanti cambiando le modalità di spiegazione. Una cosa mi ha particolarmente colpito: la curiosità dei bambini. La si notava nei loro occhi, dal modo in cui mi guardavano basiti quando spiegavo; dal tipo di domande che mi ponevano, non bisogna pensare che erano stupide, erano semplicemente curiosi di capire. Questa curiosità era spiccata nei bambini della scuola dell’infanzia ed era sempre meno sviluppata negli adulti. Ciò è stato di insegnamento per me, mi ha ricordato che bisogna sempre rimanere bambini, ed essere curiosi di ciò che ci circonda.  Grazie per avermi permesso di poter far parte di questo progetto. Virginia 

Uno speciale ringraziamento per la buona riuscita del progetto va sicuramente al gruppo di volontari che a vario titolo e in vari modi hanno dedicato tempo ed energie per la buona riuscita del progetto. E ora è già tempo di pensare alla mostra da organizzare nel 2019 …

 

Chiara Villa

 

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